Mindfulness e litigi di coppia

Mindfulness e litigi di coppia

Nell’articolo, Mindfulness e Relazione di coppia, abbiamo visto come la consapevolezza favorisce relazioni di valore attraverso tre modi: focalizzarsi nel qui ed ora, identificare e riconoscere le emozioni in gioco durante una discussione ed infine, riconoscere precocemente le esperienze che possono causare stress e litigi nella coppia. Inoltre, alla fine dell’articolo, troverai un esercizio da fare insieme al tuo partner!

All’interno di una coppia, così come in qualsiasi relazione, acquisisce un ruolo importante il litigio. Capita spesso, però, che sia un momento molto temuto perché spesso si associa il litigare al peggioramento della relazione (si rimane arrabbiati per giorni, si fatica a superare la lite perché si dicono cose di cui poi ci si pente, e mille altre situazioni specifiche per ogni coppia).

“È facile stare insieme quando va tutto bene. Il difficile è quando si devono superare le montagne, fa freddo e tira vento. Allora, forse, per trovare calore, uno si deve fare un poco più vicino.”

Maurizio De Giovanni

L’amore non è bello se non è litigarello

Quante volte ce lo siamo sentito dire? Un’infinità. Eppure litigare può essere davvero faticoso, non produttivo e dannosa alla crescita di una coppia. Il litigio non rende un amore, più o meno, bello ma può rivelarsi un momento costruttivo. Diventa un’opportunità di guardarsi, parlarsi e affrontare le questioni più importanti con onestà e fiducia. Dirsi la verità, aprirsi all’altro esprimendo i propri bisogni e comprendere meglio quelli dell’altro, permette di rendere questo momento ricco e di seminare importanti aspetti da coltivare all’interno della propria relazione amorosa, nella propria quotidianità.

Riuscire a farlo può non essere così semplice e automatico.

Infatti, spesso durante le liti, si punta il dito verso l’altro, ci si accusa, si vuole avere ragione e prevaricare. Tutto ciò può portare ad allontanarsi, a maggiore rabbia, a sentirsi sempre più soli.

Scopriamo l’escalation del conflitto per conoscere meglio il meccanismo che porta una coppia ad allontanarsi anziché ad un momento di crescita reciproca.

Modello di escalation del conflitto

Per spiegare l’escalation del conflitto usiamo il modello di Glasl, ricercatore austriaco molto famoso per aver individuato questo modello appunto e usarlo soprattutto in ambito politico. Il modello si può utilizzare anche per altri tipi di conflitto, ad esempio, come nel nostro caso di due individui implicati in una relazione amorosa.

Il modello di escalation del conflitto è a 9 punti ed è diviso in 3 fasi, non è un processo lineare, tendenzialmente è bene sapere che superata ogni fase si procede a quella successiva, è difficile che si riesca a tornare indietro.

Partiamo dalla spiegazione delle 3 fasi:

  1. ”win-win” (vincono entrambi): la fase iniziale dell’escalation è quella in cui c’è ancora margine di voler trovare una soluzione in cui entrambi vincono, quindi, la coppia utilizza un momento critico per diventare più forte e unita.
  2. ”win-lose” (uno vince l’altro perde): questa nuova fase cambia lo scopo del conflitto, si inizia a pensare che l’unico modo per concluderlo sia denigrare l’altro, così da mantenersi “giusto” nelle proprie convinzioni e azioni.
  3. ”lose-lose” (perdono entrambi): è l’ultima fase, quindi, l’escalation raggiunge il suo massimo picco, in cui l’unico scopo è quello di danneggiare l’altro, anche se questo potrebbe voler dire far del male anche a se stessi. Si sono persi completamente gli obiettivi e il senso del discutere con l’altro.

Veniamo ora a conoscere più da vicino i 9 punti:

  1. I punti di vista delle persone coinvolte si trovano ad essere contrapposti, è ancora presente la fiducia di poter negoziare con l’altro;
  2. La comunicazione si infievolisce e le parti iniziano a sentirsi sempre più distanti perchè non riescono a trovare un punto di incontro e quindi provano frustrazione;
  3. Si vuole realizzare i propri obiettivi anche a costo di intraprendere un’azione contro l’altro, l’empatia è ai minimi livelli, l’altro è visto in modo diffidente;
  4. L’altro è il nemico e potrebbe capitare in questo momento che si cerca di screditarlo agli occhi degli altri;
  5. Apertamente si cerca di screditare l’altro anche con terze persone (familiari, amici), le parti si attaccano vicendevolmente;
  6. Le parti coinvolte iniziano a minacciarsi a vicenda, in una danza che porta ad un ultimatum finale ovvero l’aut-aut entro un certo limite di tempo;
  7. ”La miglior difesa è l’attacco” riassume questo punto, quindi, arrivati a questo punto, l’altro è da danneggiare;
  8. Si è passati alla fase in cui l’attacco è mirato a colpire certamente il proprio interlocutore, ormai percepito come avversario. Non più tentativi di sabotaggio ma azione decisa e chiara di distruzione;
  9. L’ultima parte dell’escalation è quella in cui per distruggere l’altro si è disposti a sacrificare anche se stessi.

Cosa rappresenta il litigio per te?

Litigare fa bene, se fatto bene.

Non è importante solo conoscere alcuni aspetti di come si innesca e degenera un conflitto. È essenziale farsi delle domande sulla propria storia e visione:

Hai mai pensato al tuo rapporto con il “litigare”?

Fai di tutto pur di evitarlo?

Fai di tutto pur di innescarlo?

È significativo per la relazione con se stessi e l’altro, avere consapevolezza delle proprie convinzioni, modalità e schemi di comportamento. Per vivere in modo presente e attento anche un momento poco piacevole, come può essere il litigio.

Il contributo della Mindfulness nel conflitto e nei litigi di coppia

Una ricerca di Mandal e Lip (2022) riporta che la Mindfulness correla positivamente con il dialogo e negativamente con l’escalation che porta al conflitto. Inoltre, può favorire la costruzione di metodi di risoluzione del conflitto, in particolare dialogo e ascolto reciproco che possono contribuire a migliorare la qualità della relazione. Quindi, utilizzare metodi di risoluzione del conflitto che siano utili e costruttivi permette di incrementare la qualità della relazione di coppia. Quindi, agire con consapevolezza, dialogo ed evitare come strategia l’escalation che porta al conflitto si sono mostrati predittori della qualità delle relazioni. Inoltre, c’era una correlazione positiva tra non giudicare e soddisfazione nel rapporto.

Praticare la Mindfulness può aiutarci, al momento del conflitto, ad essere maggiormente presenti a se stessi e all’altro e quindi, a una miglior gestione:

  • dei propri pensieri alla reazione dell’altro;
  • della propria comunicazione non verbale, non è importante solo ciò che si dice ma anche come lo si dice.

“Col tono giusto, si può dire tutto. Col tono sbagliato, nulla: l’unica difficoltà consiste nel trovare il tono”.

George Bernard Shaw

Nel prossimo articolo vedremo come gestire efficacemente e in modo mindful un conflitto.

A presto,

Antonella

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