Il potere delle parole

Il potere delle parole

Le parole hanno un potere enorme sul modo di pensare. Non solo creano un forte impatto in te, ma anche sulle persone che ascoltano. 

Hanno un effetto visibile e invisibile su tutto ciò che vive. Possono influenzare la natura dei liquidi, delle piante, il tuo umore, i tuoi geni e anche la tua essenza. 

Tutto dipende da cosa si dice, da come lo si dice e dal potere personale di chi le pronuncia.

Il modo in cui parliamo di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda ha il potere di modellare la tua realtà.

L’intelligenza linguistica

L’essere umano è in grado di conversare con altre persone, scrivere testi, email o lettere perché ha sviluppato l’intelligenza linguistica.

L’intelligenza linguistica è la capacità di esprimersi in modo chiaro e pertinente utilizzando in modo creativo un ampio vocabolario, sia in forma orale che scritta. Questa intelligenza nasce dalla teoria delle intelligenze multiple sviluppata da Howard Gardner nel 1983. La sua teoria è stata un contributo fondamentale in psicologia, rivoluzionando il campo dell’istruzione.

L’intelligenza linguistica va oltre la mera eloquenza o la ricchezza del vocabolario; si tratta della capacità di comprendere e utilizzare il linguaggio in modo che risuoni profondamente con gli altri, influenzando positivamente le relazioni e le dinamiche sociali. 

È l’arte di scegliere le parole giuste al momento giusto, di ascoltare non solo per rispondere ma per comprendere veramente, di leggere tra le righe e di percepire i significati non detti.

Chi possiede un’elevata intelligenza linguistica sa come adattare il suo modo di comunicare a seconda del contesto e dell’interlocutore, creando un ponte di comprensione reciproca. Questa abilità diventa cruciale in contesti emotivamente carichi, dove le parole sbagliate possono facilmente incrinare rapporti, mentre quelle giuste possono curare, motivare e ispirare.

Ad esempio, nell’ambito della negoziazione o nella risoluzione dei conflitti, l’intelligenza linguistica permette di navigare le acque tumultuose delle emozioni umane, trovando un terreno comune anche nelle situazioni più polarizzate. Permette di trasmettere critiche in modo costruttivo, trasformando potenziali momenti di tensione in opportunità di crescita.

Le parole vibrano, creano e distruggono

Come già detto, il modo in cui parliamo di noi stessi, degli altri e del mondo che ci circonda ha il potere di modellare la nostra realtà.

È importante comprendere l’influenza delle parole

Un esempio lampante di come il linguaggio influenzi le tue azioni è l’uso del linguaggio positivo versus quello negativo. 

Dire “Non sono capace” rispetto a “Sto imparando” cambia drasticamente la percezione che gli altri hanno di te e, cosa ancora più importante, come ti percepisci internamente.

Così come scegli alimenti salutari per avere energia e migliorare la tua salute, la stessa cosa dovresti fare quando parli di te stessa/o per darti forza, coraggio, fiducia e amore.

Il modo in cui ti riferisci a te stessa/o dice molto su come nutri la tua mente: dovresti far entrare in te parole di guarigione, di elevazione interiore, di stimolo per l’ anima.

Le credenze antiche 

Le parole, quando entrano nella tua mente, possono diventare amiche e nemiche di te stessa/o trasformandoti.

Secondo un antico sapere, i pensieri negativi sono sempre stati più potenti rispetto a quelli positivi. Questo accade perché si radicano in noi con più forza, rimangono aggrappati al nostro inconscio come molluschi sugli scogli. Quindi vanno evocati pensieri opposti, ecco perché si utilizzano le parole sacre per purificare la mente. In sanscrito queste parole sacre vengono chiamate mantra. Sono espressioni piene di energie che nel corso dei millenni sono state tramandate in tutto il mondo.

La parola “io”

La parola che viene usata di più è la parola “io”. La tua realtà inizia dopo la parola io, è quello che ti definisce. 

“Io sono quello”, “io sono questo”, “io desidero questa cosa”… eccetera eccetera.

L’Io è sempre il primo pensiero. Le parole sono usate per etichettare, per definire qualcosa. Questo continuo etichettare però in fondo è una restrizione che ti confina in uno spazio ben preciso che ti impedisce di andare oltre.

Le parole “giuste” per aumentare l’autostima

Le parole possiedono il potere non solo di costruire ponti ma anche di erigere barriere, specialmente quando si tratta della nostra autostima e di come gli altri ci percepiscono.

La capacità di parlare a te stessa/o in modo gentile e motivante, di riformulare i pensieri negativi in maniera costruttiva, è fondamentale per la tua crescita personale e la tua autostima. 

Questa abilità ti permette di vedere le sfide come opportunità piuttosto che come ostacoli insormontabili.

Attraverso la consapevolezza e la scelta deliberata delle parole, è possibile influenzare la percezione che gli altri hanno di te e, cosa ancora più importante, come ti percepisci e valuti te stessa/o.

L’autostima non è un traguardo fisso ma un viaggio costante di crescita personale, e l’intelligenza linguistica può essere la bussola che ti guida verso una maggiore fiducia e soddisfazione personale.

L’impatto del linguaggio negativo

Il linguaggio negativo, sia che lo dirigi verso te stessa/o sia che lo ricevi dagli altri, può avere un impatto profondo sulla tua autostima. 

Frasi come “Non sarai mai capace” o “È sempre colpa tua” non solo danneggiano la percezione che gli altri hanno di noi ma minano anche la tua fiducia interiore.

La meditazione e la poesia

Molto spesso durante ritiri o sedute di meditazione vengono lette poesie.

“Con la poesia e la meditazione scopriamo come non occorra la presenza di un’altra persona per fare esperienza di intimità. 

Quanta intimità creiamo con il nostro respiro, con quell’emozione, anche di sofferenza che sembra non lasciarci più. Quanta intimità quando pratichiamo la meditazione camminata e magari facciamo esperienza di quanta consolazione possa esserci quando il nostro piede sfiora il suolo che calpestiamo. Quanta intimità in quelle mani raccolte tra loro in grembo e anche quando facciamo esperienza di non separazione con tutto quello che ci circonda. 

La poesia dà espressione all’esperienza di intimità. La ricerca della parola, la penna che indugia sul foglio per cercare di ritrovare quella stessa intimità”.

Joseph Goldstein

Tanto la meditazione quanto la poesia cercano di andare all’essenza dell’esperienza. Se nella meditazione si fa esperienza di vuoto attraverso il lasciare andare; allo stesso modo, con la revisione della poesia spesso si toglie tutto quello che è ridondante.

In questo senso quindi, la revisione della poesia diventa pratica. Andare all’essenziale. Trovare la giusta parola. 

Proprio come nella scultura Michelangelo raccontava l’esperienza togliere materia dalla pietra per vedere quello che resta.

La poesia permette di andare oltre il linguaggio. 

“C’è una voce che non usa parole. Ascolta”

Rumi

La poesia e la meditazione invitano ad un ascolto che va oltre le parole. 

Se la meditazione occupa spazi che vanno oltre il linguaggio, la poesia che chiaramente si avvale di parole, cerca di tradurre l’esperienza.

Le parole hanno un grande potere: sceglile consapevolmente per esprimere l’amore che è in te!

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