FAQ

Queste sono alcune delle domande che mi sono state rivolte più spesso o per prime. Mi auguro possano essere utili anche a te.

Che cos’è la mindfulness?

Il termine mindfulness può essere tradotto con consapevolezza, anche se è riduttivo. Mindulness, letteralmente, è pienezza della mente, inteso come piena presenza della mente o “mente che osserva se stessa”.

Secondo la definizione di Jon Kabat-Zinn, il massimo esperto di mindfulness, significa “porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante.”

I punti cardini su cui si basa la mindfulness, infatti, sono essenzialmente 3:

  • la consapevolezza del qui e ora,
  • l’intenzionalità,
  • il non giudizio.

In sintesi, mindfulness è essere consapevoli e presenti nel momento attuale, con intenzionalità quindi deliberatamente e senza giudicare né se stessi, né gli altri, né i fatti.

Occorre fare meditazione per praticare la mindfulness?

La mia risposta è sì e no.

Molti risponderebbero sì, in quanto la mindfulness si basa sulla meditazione come metodo per raggiungere un livello di presenza, attenzione e osservazione molto elevati. Ed è effettivamente un valido alleato. Quindi certamente la meditazione aiuta a raggiungere determinati stati di auto-consapevolezza che senza meditazione sono più difficili o lunghi da ottenere, ma se non rientra nel nostro modo di essere, a mio avviso, la risposta è no. La mindfulness è sì intenzionalità e costanza, ma mai forzatura o snaturamento di noi stessi.

È interessante sapere però che esistono vari tipi di meditazioni. La meditazione a cui subito si pensa è seduti con le gambe incrociate, gli occhi chiusi e le mani sulle ginocchia, quella che viene definita “pratica formale”. Ma esiste anche la “pratica informale”, che consiste nel portare calma, equilibrio e chiarezza nella vita quotidiana: può essere svolta in qualunque momento e durante qualsiasi attività, in quando consiste nell’essere presenti in ciò che si sta facendo, senza distrazioni, ma anzi cercando di utilizzare tutte le proprie capacità e i propri sensi per vivere l’esperienza pienamente. Alcuni esempi possono essere mangiare, fare la doccia, guidare…

Quali benefici porta?

La mindfulness porta numerosi benefici, tra cui una maggiore calma, concentrazione, attenzione, capacità di osservazione, consapevolezza, equilibrio, tranquillità, gioia, curiosità…

Nel momento in cui si impara a vivere nel qui e ora, senza giudizio, tutto inizia a scorrere in maniera più fluida e noi diveniamo più empatici e benevoli nei confronti prima di tutto di noi stessi e poi del mondo. Manteniamo le nostre opinioni e le nostre preferenze, ma accettiamo ciò che la vita ci propone, l’accogliamo e cerchiamo di trarne il meglio.

A quali ambiti della vita può essere applicata?

A tutti. A parte i protocolli specifici applicabili in ambito clinico e non solo, un approccio mindful può essere efficace in un contesto di sviluppo personale e crescita individuale, relazionale, professionale, familiare, sportivo, spirituale, ecc.

La mindfulness è un’attitudine e un modo di vivere che difficilmente può essere scisso e inserito solo in una parte della propria vita; in quanto filosofia e disciplina olistica abbraccia la persona nella sua interezza.

Da dove partire?

  • Iniziando a essere consapevoli di ogni momento che si vive.
  • Osservando noi stessi e accettandoci con amorevolezza (pur desiderando migliorarci).
  • Leggendo “Vivere momento per momento” di Jon Kabat-Zinn.
  • Leggendo articoli e scritti per comprendere a fondo che cosa significhi applicare la mindfulness alla propria vita.
  • Seguendo una meditazione guidata formale per capire se può fare al caso nostro e se sì proseguendo quotidianamente.
  • Svolgendo una meditazione informale per anche solo 10 minuti al giorno.
  • Sviluppando l’osservazione non giudicante, la curiosità, l’autentica capacità di ricavare il meglio da ogni esperienza che ci accade.
  • Non arrendendosi perché i risultati iniziano ad arrivare dopo qualche mese e sono magnifici!