È già tutto qui!

È già tutto qui!

“Pratica” è una parola fondamentale nella mindfulness. Implica la ripetizione e, possibilmente, l’esercizio quotidiano attraverso cui scalfire e modificare le tue strutture mentali.

È dimostrato che la mindfulness può avere effetti sulla salute, che vanno dalla riduzione dello stress e del dolore fisico al miglioramento della concentrazione, da una maggiore fiducia in te stessa/o a una migliore capacità comunicativa. 

Insomma, gli effetti benevoli vanno dall’essere più sani e sereni (se è su questo che scegli di concentrare la tua attenzione) all’avere un ventaglio di abilità che rendono più gratificante ogni aspetto della tua vita.

Un migliaio di foglie

Nei giardini zen dei templi giapponesi la rimozione delle foglie dai mandala disegnati con la sabbia era un’operazione fondamentale.

Questo perché ogni lavoro ripetitivo può diventare un’occasione per esercitarsi con la consapevolezza.

La ripetitività

L’espressione “meccanicamente” si addice perfettamente alle faccende quotidiane, per esempio. Se lavare i piatti, attività noiosa e ripetitiva, può essere svolta meccanicamente con il pilota automatico perché non farlo? Perché dovresti farlo consapevolmente?

Agatha Christie diceva che per lei il momento migliore per progettare un libro era mentre lavava i piatti. 

Perché spazzare le foglie nei templi zen giapponesi in maniera consapevole allora è così importante?

Mentre svolgi attività di routine sicuramente non potrai essere concentrata/o al 100%.

Spazzare le foglie con consapevolezza non significa sapere che aspetto hanno o sottoporsi a una particolare disciplina mentale, visto che è normale il girovagare della mente.

La differenza sostanziale sta nel “come” utilizzi il tempo 

C’è differenza tra utilizzare consapevolmente il tempo per svolgere un’azione e la sola intenzione di portare a termine il lavoro.

Mentre svolgi attività di routine, potresti ritrovarti a ripetere sempre gli stessi pensieri fin quando questo meccanismo non diventa automatico. Inoltre è possibile che la mente si perda in inutili preoccupazioni. Distrarti da un lavoro ripetitivo lo renderebbe ancora più noioso e lo svolgeresti meno efficacemente.

Non si può essere concentrati al 100%, ma scegliere di “spazzare le foglie” nel qui e ora, significa dare il giusto spazio ai tuoi pensieri.

I pensieri iniziano a vagare e sicuramente sorgeranno preoccupazioni, ma senza giudizio, osserva tutto ciò che arriva senza farti travolgere e riporta l’attenzione all’azione che stai compiendo in quel dato momento.

Alla fine avrai portato a termine il compito e avrai trascorso il tempo riconciliandoti con il presente.

Non cercare scorciatoie

Oggi vanno molto di moda corsi veloci e facili da frequentare a un prezzo molto basso, perennemente in offerta.

Ma ciò che viene offerto è davvero qualcosa di utile? Ridurre la mindfulness (così come qualunque altra disciplina o competenza) a un mero elenco di concetti astratti è qualcosa di molto superficiale e inutile.

La mindfulness è pratica, è meditazione (o contemplazione), è qualcosa che va oltre i concetti.

La pratica meditativa, formale e informale, ti riporta al tuo essere più profondo.

Che senso ha, per esempio, fare un body scan di 15 minuti? La pratica è ascoltarti, osservare le tue sensazioni e i tuoi pensieri, stare in quello che c’è in quel momento, come è possibile pensare che 15 minuti possano essere sufficienti per essere tutto ciò?

Sei costantemente nella modalità del fare ogni giorno, quindi la vera rivoluzione è fermarti per stare con te stessa/o e osservare ciò che succede dentro di te.

L’essere umano è un essere splendido dotato di intelligenza e di cuore e dentro di sé è presente la meraviglia dell’esistenza che va esplorata e accolta.

La meditazione è un atto di amore

Non è possibile in alcun modo evitare di fare le cose, di programmare, di stare nel turbinio della quotidianità avulsa.

La cosa fondamentale è ritagliarti momenti e spazi da dedicare alla pratica meditativa.

Una pratica seduta, una pratica camminata o body scan diventano le tue ancore per tornare a te stessa/o.

Certamente non sarà facile, potresti non avere voglia, potresti essere troppo stanca/o, la tua mente potrebbe essere attratta da attività poco impegnative. 

Bisogna superare quella difficoltà iniziale ed entrare con pienezza nella tua profondità interiore, diventare compagna/o di te stessa/o nel viaggio nel tuo profondo.

Praticare per conoscere e ascoltare cosa c’è in questo momento, praticare per essere consapevole del corpo e del respiro, che sono la base da cui partire, su cui appoggiarti e tornare.

Portando lo sguardo su di te, rendendoti conto che sei come un iceberg dove solo la minima parte esce in superficie e, cominciando questo viaggio interiore, potrai accogliere la piena consapevolezza che è già dentro di te.

Non c’è nulla da fare, nulla da raggiungere, è già tutto qui!

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