Come migliorare l’ADHD con la mindfulness

Come migliorare l’ADHD con la mindfulness

Nel precedente articolo abbiamo iniziato a parlare delle caratteristiche di uno dei disturbi che sentiamo sempre più spesso riferito all’età evolutiva: l’ADHD.

Consiste nella difficoltà persistente e importante nell’autoregolazione del comportamento, che possiamo osservare nella difficoltà di mantenere l’attenzione, il controllo motorio e le risposte impulsive.

Per approfondire le manifestazioni tipiche puoi leggere questo articolo: Le parole dell’ADHD.

Cosa ci dicono gli studi

Molti studiosi hanno evidenziato che ci siano 4 principali meccanismi d’azione attraverso i quali la mindfulness esercita i suoi effetti:

  1. regolare più efficacemente l’attenzione;
  2. migliorare le proprie capacità di regolazione delle emozioni;
  3. accrescere la consapevolezza del proprio corpo;
  4. cambiare la prospettiva su di sé.

Questi meccanismi sono distinti tra loro ma si intersecano durante la pratica di meditazione. Così come avviene nella focalizzazione dell’attenzione sul respiro o sul corpo, in cui vengono coinvolte la regolazione dell’attenzione e la consapevolezza del corpo, la pratica permette di riconoscere e osservare come le emozioni si ancorino al corpo.

Il ruolo della mindfulness nella rieducazione dell’attenzione

Proprio per il ruolo centrale dell’attenzione nella meditazione, è stato ipotizzato che nella pratica mindfulness la regolazione dell’attenzione potrebbe essere coinvolta in 4 aspetti:

  1. attenzione sostenuta: mantenere la consapevolezza di ciò che stanno svolgendo durante la pratica nel momento presente;
  2. ri-direzionare: quando i bambini/ragazzi si distraggono (sappiamo essere tipico del disturbo), è importante riuscire a riportare la focalizzazione nel momento presente;
  3. inibizione: allontanare pensieri o sentimenti che non sono necessari alla pratica che stano svolgendo;
  4. attenzione non direzionata: aiutare i bambini a viversi maggiormente il presente senza la necessità di farsi influenzare da ipotesi o aspettative.

È importante potenziare le capacità attentive in quanto è stato visto come esse siano alla base della flessibilità emotiva e cognitiva, in quanto aiutano a favorire la capacità di non giudizio nei confronti dei propri pensieri, sentimenti ed esperienze.

Come migliora l’ADHD con la mindfulness

In letteratura sono presenti sempre più studi a riguardo. In particolare è stato evidenziato che l’applicazione dei protocolli mindfulness abbia portato a miglioramenti su 3 livelli:

  1. Comportamentale: maggiore autoregolazione e riduzione dell’impulsività;
  2. Neuropsicologico: miglioramenti delle funzioni esecutive (attenzione, memoria di lavoro, controllo inibitorio);
  3. Cerebrale: nei circuiti fronto-striatali, coinvolti negli aspetti più caratteristici dell’ADHD, è possibile notare dei cambiamenti nella loro attività.

L’importanza del corpo nella pratica meditativa

Come migliorare l'ADHD con la mindfulness

Vi suggerisco tre esercizi che potete fare insieme ai vostri bambini e ragazzi. Utilizzando il corpo (molto importante in età evolutiva) e il respiro. Per iniziare, a piccoli passi, ad utilizzare la mindfulness, nella vostra quotidianità.

  1. Io sono un albero: Il fine ultimo è di fare uno stretching di tutto il corpo, allungandosi sulla punta dei piedi e tenendo le braccia in alto. L’indicazione potrebbe essere quella di far finta di essere un albero che cerca di raggiungere, con le sue foglie (le braccia), il cielo. Potreste inscenare le stagioni e le condizioni atmosferiche. Come sarà questo albero ad agosto e quando in una giornata che si prepara ad un temporale?
  2. Sentire il respiro: E’ possibile iniziare a lavorare sul respiro chiedendo ai bambini/ragazzi di mettere le proprie mani sulla pancia mentre respirano. L’indicazione è di osservare i movimenti durante la respirazione e porre attenzione ai suoni presenti nell’ambiente circostante.
  3. L’esercizio della rana: Tra gli esercizi più famosi troviamo proprio questo. Chiediamo ai nostri bambini e ragazzi di far finta ed immedesimarsi nell’essere una rana. Quindi, si metteranno in posizione seduta, proveranno a gonfiare la pancia e a respirare. Anche in questo esercizio chiediamo loro di ascoltare i suoni intorno a loro. Alla fine potete condividere come è andata, come si sono sentiti e quali suoni hanno percepito.

Aspetto con piacere i vostri feedback dopo aver giocato e meditato con i vostri bambini e ragazzi.

Antonella

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