Tutto ciò che sperimentiamo è interno

Tutto ciò che sperimentiamo è interno

La realizzazione di noi inizia prima rendendoci conto di ciò che non siamo, attraverso il confronto. Tutto ciò che sperimentiamo è interno in quanto la consapevolezza ci dà la capacità di rispondere consciamente al nostro ambiente, creare deliberatamente i nostri pensieri e le nostre emozioni, relazionarci e capire le altre persone.

Proviamo ora a fare un esercizio di auto-indagine per esplorare chi siamo e rispondere alla domanda: “Chi sono io?”

Auto-indagine: chi sono io?

Inizia come se stessi facendo una meditazione, quindi mettiti in una comoda posizione seduta.

Fai qualche respiro profondo, sistemati e diventa centrata/o. Tieni gli occhi aperti, fissando un punto davanti a te.

Ora focalizza la tua attenzione sulla sensazione interiore di essere te. Chiediti, chi sono io?

Immagina che questo io si trovi in qualche parte nel tuo corpo, come al centro della fronte o in mezzo al petto, o che coinvolga tutto il tuo corpo.

Chiediti: come ci si sente a essere me?

Lascia che qualsiasi sensazione, che sia fisica o emotiva, si palesi alla tua consapevolezza.

Dopo essere rimasta/o con la sensazione di essere te per qualche istante, porta la tua attenzione all’ambiente in cui ti trovi. Osserva ciò che vedi nello spazio che ti circonda: gli oggetti, le superfici, la bellezza, l’imperfezione. Dì a te stessa/o: Questo non è quello che sono. Allora, chi sono io?

Accogli qualsiasi risposta si presenti a te in questo momento. Diventa consapevole del fatto che man mano che il tuo ambiente esterno o le tue situazioni di vita cambiano c’è un io che rimane. Chiedi: Chi sono io?

Ora, porta la tua attenzione ai tuoi organi sensoriali. Nota ciò che senti, annusi, ascolti, assapori o vedi. Immagina che la tua capacità di vedere sia stata notevolmente compromessa. Il tuo io è veggente e non è influenzato dal cambiamento nella tua capacità di vedere. Immagina che la tua capacità di ascoltare sia stata drammaticamente compromessa. Il tuo io è ascoltatore e non è influenzato dal cambiamento nella tua capacità di ascoltare. Chiediti: Chi sono io?

Ora porta la tua consapevolezza ai tuoi organi vitali e ai processi corporei. Percepisci il tuo cuore che batte, la tua digestione e la complessità della macchina umana che sei. Nota se la tua frequenza cardiaca è veloce o lenta, se lo stomaco è pieno o vuoto, se la macchina del tuo corpo funziona in armonia o in uno stato di fatica… Nonostante tutti questi fattori c’è un io che esiste al di là di tutto. Un io che vive la vita in questo corpo ma non è il corpo stesso. Chiediti: Chi sono io?

Porta la tua consapevolezza ai pensieri. Potresti ripetere le parole di questo esercizio nella tua mente, con una voce esterna o con la tua. Sperimentare pensieri casuali che si alternano, durante questo esercizio. Ritrovarti a pensare alle sensazioni nel tuo corpo legate a ciò che stai considerando. Sentire risposte che riecheggiano nella tua mente alla domanda che hai fatto: Chi sono io?

Qualunque pensiero possa esserci nella tua mente ora o in qualsiasi momento, osserva come sia solitamente accompagnato da parole. A volte questi pensieri si muovono velocemente, altre volte lentamente. Talvolta sono positivi, altre volte negativi. Altre volte si tratta della tua identità, dei tuoi tratti o di chi pensi di essere. Altre volte ancora si tratta di altri o delle tue opinioni o dei tuoi giudizi. A volte si tratta di ciò che sta accadendo in questo momento e altre volte si tratta di ricordi o potenzialità future. Ma più di ogni altra cosa, nota che indipendentemente dal contenuto della tua mente e dei tuoi pensieri, c’è sempre un io che è lì, al di là dei pensieri, un io che non cambia a seconda dei tuoi pensieri. Chiediti: Chi sono io?

All’inizio di questo esercizio, ti è stato chiesto di immaginare che questo io esistesse al centro della tua fronte o del tuo petto o coinvolgesse il tuo intero corpo; tuttavia, la verità è che sei molto di più di questo. Quindi, chiediti Dove sono? e osserva semplicemente i pensieri o le sensazioni che emergono in risposta. Senti di abitare tutto… lo spazio mentale, il corpo, i sensi e persino il tuo ambiente… senti te stesso riempire il tuo corpo e traboccare nello spazio intorno a te. Sii con tutte queste cose, ma sai che non rappresentano che cosa o chi sei. Chi sei è sotto, oltre e maggiore di tutto questo. Senti la potenza e la grandezza di chi sei veramente.

Meditazione della Montagna

Adesso è venuto il momento di fare una vera meditazione per consolidare e lasciar sedimentare tutto ciò che è emerso dall’esercizio appena svolto. E quale modo migliore per farlo se non con la Meditazione della Montagna? Questa meditazione è molto utile per trovare stabilità, radicamento e centratura; per rafforzare la tua identità e la tua sicurezza.

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