Il silenzio consapevole

il silenzio consapevole

“A volte mi sembra che ogni parola che vien detta, e ogni gesto che vien fatto, accrescano il grande equivoco. Allora vorrei sprofondarmi in un gran silenzio…

Sì, a volte qualunque parola accresce i malintesi su questa terra troppo loquace.”

Hetty Hillesum

Il bisogno di essere perennemente riempiti da questa o quella cosa è la malattia collettiva dei tempi moderni. E il mercato è sempre pronto a vendere ogni genere di prodotto per riempirci.

Non parlo solo di cibo o oggetti ma anche di esperienze sensoriali ed emozioni. Proprio come potresti sentirti peggio dopo aver mangiato un sacchetto di patatine, così spesso ti senti male dopo aver giocato ai videogames o aver trascorso diverse ore sui social media.

Il cibo commestibile nutre il corpo e ti dà l’energia necessaria per compiere le tue attività quotidiane, ma hai bisogno anche di cibo sensoriale. Molto spesso però consumare cibo sensoriale nasconde il bisogno compulsivo di evitare te stesso/a. Puoi però scegliere più coscientemente il tipo di cibo sensoriale da assumere e soprattutto capire perché stai scegliendo di consumarlo proprio in quel momento.

Lasciare andare

Il modo più sicuro per dare a te stesso/a qualcosa di nuovo è ampliare lo spazio dentro di te per la pratica della consapevolezza.

Gli esseri umani si tengono aggrappati molto saldamente ai propri pensieri, alle proprie idee e alle proprie emozioni. È idea diffusa ormai che i pensieri e le idee siano reali e che rinunciare a essi significherebbe rinunciare alla propria identità. Pertanto rimani aggrappato/a a ciò che è semplicemente una percezione di una certa cosa e non la sua realtà. Ti fai un’idea e, prima di rendertene conto, ti sei attaccato/a ad essa.

È necessario lasciare andare. Ma per iniziare a lasciare andare è necessario riconoscere le radici dell’emozione o dell’idea nella tua testa.

Il primo passo è fermare il pensare: hai bisogno di tornare al tuo respirare e di calmare corpo e mente. In questo modo ci saranno più spazio e chiarezza così che tu possa riconoscere l’idea o l’emozione, darle un nome e poi autorizzarti a lasciarla andare via.

Trovare le risposte senza pensare

Questo non significa che non devi più pensare, ma che anche pensare richiede consapevolezza. In genere il 90% dei tuoi pensieri non costituisce un retto pensare, ma si limita solo a farti girare in tondo senza condurti da nessuna parte.

Quando lasci andare i tuoi pensieri, fai spazio per la tua vera mente. E la tua vera mente tace tutte le parole.

Il silenzio è fondamentalmente qualcosa che giunge dal cuore, non da un insieme di condizioni al di fuori di te. Vivere in un luogo di silenzio non significa non parlare mai, non impegnarsi mai nel fare qualcosa; significa semplicemente che non sei disturbato/a dentro, che non c’è un costante chiacchiericcio interiore.

L’assenza del silenzio

Ci sono momenti in cui pensi di essere in silenzio perché intorno a te non c’è nessun suono, ma dentro la testa il parlare continua senza sosta. Questo non è vero silenzio. Il silenzio interiore non richiede silenzio all’esterno. Ti rendi conto del profondo significato dell’essere solo quando sei saldamente ancorato al momento presente e sei consapevole di cosa sta accadendo in questo preciso momento. Usi la tua consapevolezza per accorgerti di ogni sensazione e di ogni percezione che hai. Sei consapevole di ciò che sta accadendo intorno a te, ma rimani pienamente presente anche dentro di te; non perdi te stesso in favore delle condizioni circostanti.

A volte si pensa al silenzio o alla solitudine come qualcosa di limitante e di vuoto. Per esempio, generalmente dopo un litigio si susseguono silenzi che possono portare a rabbia e ansia crescenti. Questo silenzio teso è estremamente negativo ed è definito silenzio oppressivo.

Il silenzio volontario invece è del tutto differente. Quando riesci a stare seduto/a respirando consapevolmente ed entrando in contatto con il tuo interno, si genera un’energia risanatrice molto nutriente. Questo silenzio consapevole viene definito nel buddhismo “silenzio tonante”.

Nobile silenzio

Il silenzio ci offre l’occasione di riconoscere come reagiamo alle persone e alle situazioni intorno a noi. Quando pratichi il silenzio non ti astieni solo dal parlare ma stai calmando e quietando il tuo pensare: questo silenzio è detto nobile silenzio. Il nobile silenzio promuove la compassione e la comprensione e ha il potere di sanare le ferite interiori.

Respirare consapevolmente e renderti conto delle tue reazioni verso le persone e gli eventi circostanti è una meditazione profonda. Invece di reagire, invece anche solo di pensare, permetti a te stesso di essere semplicemente. Pratichi la consapevolezza per essere con il tuo respiro, i tuoi passi, gli alberi, i fiori, il cielo azzurro e il sole.

Puoi scegliere su cosa concentrarti e quindi su cosa essere. Puoi scegliere di ascoltare con tutto te stesso il suono della pioggia o del vento. Quando sei in contatto con gli elementi della natura sei intento a essere e non stai pensando. Praticando in tal modo, quando ti troverai dinnanzi una qualsiasi tipo di provocazione sarai in grado di tenere vivo il tuo nobile silenzio e conservare compostezza e serenità.

Pratica

Nella vita quotidiana, piena di impegni e costantemente frettolosa, è facile dimenticarti di essere consapevole dei benefici che la Natura ha su di te.

Pratica questo esercizio in qualsiasi luogo quando sei comodo nel respirare, rilassarti e sorridere.

Inizia con il sorridere, ma fallo per davvero. Così rilassi i muscoli del volto e dai sollievo al corpo e alla mente.

Poi inizia a respirare consapevolmente:

Inspirando sei consapevole dell’aria.

Espirando godi del respirare l’aria.

Inspirando sei consapevole del sole.

Espirando sorridi al sole.

Inspirando sei consapevole degli alberi.

Espirando sorridi agli alberi.

Inspirando sei consapevole dell’aria dei campi.

Espirando sorridi all’aria dei campi.

2 thoughts on “Il silenzio consapevole

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.