Cambiare il pensiero

Cambiare il pensiero

Dopo aver imparato a conoscere la psicologia della mente scimmia, aver acquisito maggiore consapevolezza dei pensieri e aver appreso che i pensieri creano le emozioni, è venuto il momento di imparare come cambiare il pensiero.

Riprendiamo dal concetto che il filtro mentale attraverso cui passa una situazione, ovvero la nostra interpretazione, causa la nostra reazione emotiva alla situazione stessa.

  • Situazione -> Interpretazione (pensiero) -> Emozione

Il passaggio successivo e fondamentale è convincerci che possiamo avere il controllo sui nostri pensieri. E se abbiamo il controllo sui nostri pensieri, possiamo controllare le nostre emozioni.

Ecco che il processo evolve e diviene:

  • Riconoscere le emozioni -> Identificare il pensiero -> Cambiare il pensiero -> Cambiare l’emozione

Una volta che notiamo che si sta sviluppando un pensiero, esso diventa cosciente. Dal momento in cui ne siamo consapevoli, possiamo scegliere di cambiare quel pensiero. La nostra mente ha interpretato automaticamente la situazione, ma ora che stiamo prestando attenzione a essa, scegliamo un’interpretazione diversa: una prospettiva diversa. Questa è un’ottima opportunità poiché quando cambiamo il modo in cui guardiamo le cose, le cose che guardiamo cambiano. Anche nella stessa situazione o con gli stessi fatti, se cambiamo il nostro punto di vista, la nostra esperienza di quella situazione cambierà.

Stare e sentirsi meglio

Tutto questo è importante perché, ovviamente, vogliamo sentirci meglio. Se cambiamo la nostra prospettiva su una situazione, cambieremo la nostra reazione emotiva ad essa. Ma c’è di più.

Le nostre emozioni sono la forza trainante dei nostri COMPORTAMENTI in quanto le decisioni che prendiamo si basano su come ci sentiamo. Man mano che miglioreremo nell’essere consapevoli delle nostre emozioni e dei nostri pensieri, saremo in grado di prendere decisioni da una posizione di controllo o per meglio dire di padronanza: potremo continuare a sentirci in un certo modo, ma useremo i nostri processi cognitivi per scegliere di agire da un luogo di pensiero razionale.

Ma, se siamo come la maggior parte delle persone, non siamo ancora in quel luogo, almeno non sempre.

Quindi, ecco dove siamo ora:

  • Pensiero -> Emozione -> Decisione -> Azione e Comportamento

I comportamenti che teniamo e le azioni che compiamo sono il risultato diretto dei nostri pensieri. Se stiamo riscontrando comportamenti che non ci piacciono o se abbiamo fatto cose di cui non siamo soddisfatti, sono i nostri pensieri da biasimare, non i gesti finali che ne sono una conseguenza.

Osserviamo la nostra vita alla ricerca sia delle azioni che portiamo avanti ma non ci servono, sia dei risultati che stiamo ottenendo o abbiamo ottenuto.
Abbiamo avuto problemi al lavoro o nelle relazioni? Abbiamo sperimentato qualcosa di spiacevole? Ci sono obbiettivi che non abbiamo ancora raggiunto?
Dal lato positivo, quali aspetti della nostra vita siamo riusciti a creare che desideriamo, ci piacciono o amiamo?

Il motivo per cui chiedercelo è per avere gli strumenti per aggiungere un altro passo alla sequenza di causa ed effetto.

  • Pensiero -> Emozione -> Decisione -> Azione e Comportamento -> EFFETTO E RISULTATO

Proprio così, i nostri comportamenti e le nostre azioni sono ciò che determina gli effetti e i risultati che sperimentiamo nella nostra vita, sia quelli desiderati che quelli indesiderati.

Se riusciamo a cambiare il nostro pensiero, possiamo letteralmente trasformare la nostra vita. Letteralmente! Quindi, immergiamoci ancora di più nella comprensione di come funziona il pensiero.

Osservare il treno di pensieri

A volte i pensieri sono direttamente correlati a ciò che sta accadendo al momento, che si tratti del compito a cui ci si sta dedicando al lavoro, del giro che si sta facendo in macchina o del cibo che si sta cucinando a casa. Ma, il più delle volte, la mente sta pensando ad ALTRO. Sta rielaborando la discussione avuta il giorno prima, ricordando quell’episodio imbarazzante a scuola, giudicando il vicino per le ridicole decorazioni, preoccupandosi della prossima riunione di lavoro.

E i pensieri casuali hanno una forte tendenza a essere negativi. Questo è il motivo per cui molte persone che si avvicinano alla mindfulness o alla crescita personale dicono di voler fermare il loro pensiero negativo. Sfortunatamente, la verità è che non si può smettere di pensare, anche se è qualcosa di negativo. Il pensiero si verifica sempre. Una volta che compare, non si può semplicemente interrompere.

In effetti, cercare di NON pensare a qualcosa aumenta effettivamente la probabilità di pensarci. È un fenomeno psicologico chiamato Ironic Process Theory, la Teoria del Processo Ironico. L’esempio più classico consiste nel dire a qualcuno a che cosa non pensare: “NON pensare a un elefante rosa”. Anche se l’affermazione implica una proibizione, la mente immediatamente pensa a un elefante rosa, in quanto non percepisce la negazione. Dire: “NON pensare a un elefante rosa” suscita nella mente la medesima reazione di dire: “Pensa a un elefante rosa”. La stessa cosa accade con i pensieri.

Non si può smettere di pensare e non si possono controllare esattamente i pensieri, ma si può migliorare la gestione o la regia.

La chiave per sviluppare un migliore controllo del pensiero è esercitarsi a osservare i propri pensieri.

Pensieri come treni

I pensieri vanno e vengono, come i treni in una stazione ferroviaria. A volte si muovono velocemente, altre volte lentamente. Alcune volte passano rapidamente attraverso la stazione mentre altre volte saltiamo a bordo e ci facciamo trasportare dal treno del pensiero fino a quando non viene deragliato. E una volta che uno passa, ce n’è un altro proprio dietro di esso. A volte sono negativi, a volte positivi. Le nostre menti sono la “nostra” Grand Central Station di New York, con nuovi treni di pensiero che vanno e vengono 24 ore su 24. Può diventare stressante e opprimente quando non sappiamo come fare un passo indietro e rallentare l’attività.

La buona notizia è che possiamo scegliere quali treni prendere. Se fossimo seduti in una stazione ferroviaria, saliremmo semplicemente a bordo di qualsiasi treno arrivato per primo? Certo che no! Decideremmo dove vogliamo andare e poi aspetteremmo un treno diretto in quella direzione. Ma, sfortunatamente con i nostri pensieri, tendiamo a pensare di essere obbligati a salire su ogni treno che entra nella nostra mente. E più il pensiero è negativo e sgradevole, più è allettante salire a bordo.

Passano tutti i treni, proprio tutti. Se ci troviamo su uno negativo che non ci piace, non possiamo semplicemente saltare giù (dato che non possiamo non pensare), ma possiamo provare a passare da quel treno a un altro che transita in quel momento, ovvero cambiare pensiero. Da qualsiasi luogo in cui siamo, troviamo il miglior treno di pensiero possibile in quel momento e continuiamo a concentrarci su di esso. Con la pratica saremo in grado di rompere l’abitudine di prendere davvero ogni treno di pensiero e impareremo a viaggiare nella nostra mente in maniera più intenzionale.

Pratica di consapevolezza

Tutto inizia con la semplice pratica di osservazione dei nostri pensieri. La mindfulness e la meditazione sono strumenti per rallentare i pensieri quel tanto che basta da poterli gestire più deliberatamente. Possiamo persino allargare il divario tra i nostri pensieri, coltivare quei momenti di tranquillità di quando ci ritroviamo in soggezione di fronte a un magnifico tramonto o persi durante un’esperienza intensa e significativa o nel flow della nostra attività preferita.

La meditazione di consapevolezza è la pratica di sedersi in quella stazione ferroviaria nella nostra mente e guardare i treni del pensiero andare e venire.
Non stiamo salendo su nessuno: stiamo prendendo la decisione consapevole di lasciarli passare.

Una semplice tecnica per aiutarci a visualizzare il processo

  • Siamo nella nostra stazione mentale
  • Arriva un treno di pensiero
  • Lo notiamo, lo osserviamo, ne prendiamo coscienza
  • Lo identifichiamo, dicendo per esempio: “Noto che sto avendo il pensiero che …” oppure “Mi accorgo che sta formandosi nella mia mente il pensiero riguardo…”
  • Il treno si ferma o transita solamente nella stazione, non ha importanza perché non saliamo a bordo, rimaniamo nella nostra posizione di osservatori
  • Lo guardiamo partire o passare, senza lasciarci coinvolgere: come è arrivato, così se ne va
  • Ci rimettiamo in osservazione e in curiosa attesa
  • Ripetiamo l’esercizio per ogni pensiero che si affaccia nella mente
  • Andiamo avanti per alcuni minuti o per tutto il tempo che vogliamo e riusciamo

Ciò che questo stimola, nel tempo e con la costanza, è aiutarci a staccarci dai nostri pensieri, in modo da non prendere solo quel primo treno che passa nella mente. Oppure, se scopriamo di essere saliti a bordo (e inevitabilmente accadrà, spesso), lo riconosciamo e scendiamo alla stazione più vicina. Scendere dal treno può essere impegnativo tanto quanto non farsi agganciare dal pensiero all’inizio. Staccarsi da un treno di pensieri a metà del transito è un’abilità altrettanto utile da sviluppare, quindi non scoraggiamoci quando la nostra mente vaga in quanto ci dà un’altra opportunità per fare pratica.

Distaccarsi da certi pensieri è difficile, soprattutto per le cose che si innescano per noi. Ma più rendiamo questa pratica parte della nostra routine, più controllo acquisiremo sui contenuti della nostra mente e più facile sarà lasciare passare i treni di pensieri improduttivi.


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