I Protocolli della Mindfulness

i protocolli della mindfulness

La Mindfulness consta di differenti approcci e filosofie sottostanti. Nel linguaggio comune, ci si riferisce alla pratica originata dalle meditazioni buddhiste e trasportata nel mondo occidentale, privata del suo aspetto religioso, ma con il medesimo scopo di incrementare la consapevolezza e raggiungere la libertà spirituale.

La Mindfulness è l’insieme di due pratiche meditative derivate dal Buddhismo: Samatha e Vipassana. La prima comporta la concentrazione su un oggetto concreto o su un mantra o sul respiro per raggiungere un piacevole stato di calma e pace. Nella seconda si amplia la consapevolezza dal singolo elemento a tutta l’esperienza percepita, raggiungendo così un’intuizione e una consapevolezza molto superiori.

La Mindfulness è ormai da decenni contemplata all’interno delle cosiddette terapie complementari, utili in determinate condizioni fisiche e psichiche.

Esistono numerosi protocolli basati su di essa, ovvero insieme di regole e operazioni da seguire sulla base di schemi prestabiliti.

I protocolli danno indubbiamente una chiara indicazione dell’applicazione più scientifica della Mindfulness, ma questo può aiutare anche a comprenderne le effettive potenzialità e i reali ambiti di utilizzo.

I protocolli più diffusi

 

  • MBSR: Mindfulness based stress reduction – Metodo per la riduzione dello stress basato sulla consapevolezza (Kabat-Zinn, 1990)

Come suggerisce il nome stesso è un protocollo studiato per le fonti di stress – e non per la manifestazione finale dello stress – quali patologie mediche o psicosomatiche. Il programma prevede 8 incontri di gruppo di due ore circa con cadenza settimanale in aggiunta a esercizi di meditazione e di yoga da eseguire durante gli incontri e da soli, tutti i giorni, tra un incontro e l’altro.

  • MBCT: Mindfulness based cognitive therapy – Terapia cognitivo comportamentale basata sulla mindfulness (Segal, 2002)

L’MBCT coniuga la pratica e l’applicazione della meditazione di consapevolezza con gli strumenti clinici della terapia cognitivo comportamentale per ridurre la depressione. Anche in questo caso sono previsti 8 incontri settimanali in piccoli gruppi di due ore ciascuno e pratiche formali e informali tra un incontro e l’altro.

  • DBT: Dialectical Behavioral Therapy – Terapia dialettico comportamentale (Linehan, 1987)

Ideata per il trattamento del disturbo borderline di personalità prevede una durata di 6 mesi e accanto agli incontri di gruppo sono presenti incontri di psicoterapia individuale. Questa terapia è stata adattata anche al il disturbo da Deficit dell’Attenzione e Iperattività (ADHD) (Philipsen, 2007) e alla Depressione (Harley, 2008).

  • MB-EAT: Mindfulness-based eating awareness training – Training per la consapevolezza alimentare basato sulla mindfulness (Kristeller & Hallett, 1999; Kristeller & Wolver, 2011)

Questo protocollo integra MBSR e  CBT e si struttura in 12 incontri ed esercizi da fare a casa, tutti finalizzati al miglioramento del proprio comportamento alimentare e allo sviluppo di un più salutare ed equilibrato atteggiamento verso il cibo.

  • ACT: Acceptance and commitment therapy – Terapia di accettazione impegno (Hayes, 1999)

Questo protocollo è insegnato a singoli individui o a gruppi attraverso esercizi utili ad aumentare l’accettazione di sé, la consapevolezza nel momento presente e a diminuire la percezione degli eventi mentali come fatti reali. In questo modo favorisce l’adozione di comportamenti necessari a raggiungere importanti risultati, soprattutto a lungo termine.

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