I Cinque Principi del Reiki

I Cinque Principi del Reiki

Il Reiki è un metodo di (auto)guarigione di origine giapponese, basato sulla convinzione che il corpo umano, attraverso vari livelli di attivazione e di concentrazione, possa incanalare e trasmettere l’energia universale, per poi utilizzarla a scopo terapeutico. Nella pratica si tratta di avvicinare le mani a stessi o agli altri (sempre previo il loro permesso) e permettere all’energia di scorrere e quindi di armonizzarsi all’interno della persona.

In un precedente articolo sono stati trattati i numerosi punti in comune che hanno Reiki e Mindfulness.

Il Reiki si basa su Cinque Principi, che in giapponese suonano così:
Kyo dake wa
Ikaru na
Shimpai suna
Kansha shite
Gyo wo hageme
Hito ni shinsetsu ni

In italiano significano:
Solo per oggi
Non ti arrabbiare
Non ti preoccupare
Vivi con gratitudine
Svolgi il tuo lavoro con dedizione
Sii gentile con le persone

È molto affascinante impararli e ripeterli nella lingua originale. Qui una suggestiva versione cantata.

Il significato dei cinque principi del Reiki

Solo per oggi

La dicitura “solo per oggi”, oppure “proprio oggi”, è un evidente richiamo a vivere il presente, il “qui e ora”, senza pensare né al passato, che è già accaduto senza poterlo cambiare, né al futuro, che non abbiamo la possibilità di conoscere e prevedere.

Imparare a vivere nel presente significa imparare a vivere consapevolmente attimo per attimo la propria esistenza, come insegna la Mindfulness; esprime l’importanza di impegnarsi nelle cose giorno per giorno, senza ansia o fretta, concentrandosi sulla realtà del momento e vivendola intensamente.

“Qui e ora” sono le coordinate del presente, mentre sia il passato che il futuro ci distraggono dal portare tutta la nostra energia in quello che stiamo facendo. Il segreto della felicità è vivere pienamente attimo per attimo e compiere ogni cosa nel modo migliore.

Non ti arrabbiare

La rabbia nasce dalle ferite ricevute o dalla sensazione che qualcuno ci sta ferendo.

Talvolta la rabbia nasce dal fatto che vediamo riflessa nell’altro qualcosa che non vogliamo o non possiamo vedere di noi stessi. Allora la nostra immagine riflessa in uno specchio ci turba e la neghiamo. Questa è l’ira, la cecità più assoluta di fronte a noi stessi.

La rabbia è l’intolleranza, l’ingiustizia che nasce dalla mancanza di comprensione, di umanità, di compassione, di accettazione. Trasformare la rabbia è uno dei punti più alti del percorso di crescita spirituale, significa aver imparato a liberarci dall’illusione e dalla schiavitù delle emozioni negative.

La collera è un atteggiamento di reazione a fronte di un pericolo, di una ingiustizia o di un qualcosa che non si è risolto come desideravamo. È un atteggiamento che offusca la mente. Imparando ad accettare le proprie debolezze e i propri limiti non solo avremo un enorme risparmio di energia, ma soprattutto un beneficio fisico, ottenendo, così, un atteggiamento migliore per affrontare qualsiasi situazione e ritornando a essere padroni di noi stessi e dei nostri comportamenti.

Per rinunciare alla rabbia si deve riconoscerla ed esprimerla, portare fuori con chiarezza e decisione i nostri sentimenti, imparare a proteggere il nostro spazio, la nostra vita e le nostre relazioni. Rinunciare alla rabbia non vuol dire dimenticarsene o rimuoverla, perché così facendo essa prenderebbe la via del corpo per esprimersi con disagi fisici.

Il senso di questo principio è eliminare le cause della rabbia, riconoscendo chi o che cosa ci ferisce e agire di conseguenza, parlando, dicendo ciò che si pensa e si sente. I modi per rinunciare alla rabbia sono il perdono, il lasciar andare e la comprensione.

Non ti preoccupare

Pre-occuparsi significa occuparsi di qualcosa prima che accada e quindi proiettarsi nel futuro, oppure vivere costantemente nel passato, in quanto le preoccupazioni arrivano da esperienze negative o dolorose già vissute.

La preoccupazione nasce dall’insicurezza, dalla paura di ciò che siamo e di ciò che ci aspetta, dal pensare a un evento e anticiparne spiacevoli conseguenze. Tutto questo genera ansia.

La preoccupazione e l’ansia denotano mancanza di fiducia e di abbandono, è come se dovessimo sempre tenere tutto sotto controllo per prevedere ogni accadimento. Rinunciare alla preoccupazione vuol dire godersi la vita attimo per attimo, sapendo che tutto ciò che accade è per il nostro bene, perché cresca dentro di noi la forza e la consapevolezza e la sensazione che tutto va bene, che tutto sta andando come deve andare e che dobbiamo semplicemente lasciarci andare e gioire della vita. Soprattutto la preoccupazione nasce dalla mente, che ricorda il passato, che anticipa il futuro, che teme il dolore e ricerca il piacere e difficilmente vive nel presente.

Vivi con gratitudine

Facendo Mindfulness o Reiki o Yoga o meditazione… scopriamo l’importanza di essere grati e dire grazie.

Ringraziare è un momento che ci unisce all’universo. Ringraziare significa accogliere ciò che ci circonda e noi stessi in un unico abbraccio, ringraziare è un dolce momento di fragilità e intimità che ci unisce all’universo.

Ogni giorno noi riceviamo tutta l’energia dell’universo sotto forma di vita, aria, acqua, cibo, amore, tramonti, cieli stellati, mari e montagne.

A volte ci dimentichiamo perfino di essere vivi, ci dimentichiamo tutto l’amore che abbiamo ricevuto, ci perdiamo nei meandri della sofferenza e dimentichiamo tutta la gioia che abbiamo provato nella nostra vita. Diventiamo duri e distaccati, freddi e disillusi.

Ringraziare per i doni ricevuti ci rende nuovamente umani, lascia entrare dentro di noi il calore dell’esistenza.

Questo principio è un invito ad essere grati per tutto ciò che la vita ci propone, nel bene o nel male, in quanto ogni esperienza è un’opportunità di crescita.

Svolgi il tuo lavoro con dedizione

Questo principio ha in realtà due significati, si riferisce sia a un lavoro materiale, “esteriore”, per il sostentamento della vita, sia a un lavoro “interiore”, spirituale, come crescita personale.

Lavorare onestamente significa non danneggiare o sopraffare gli altri a nostro beneficio e chiedere il giusto onere, vale a dire né più e né meno di quello che ci spetta per il lavoro svolto. La crescita personale è riferita all’essere veramente noi stessi, alla consapevolezza di ciò che, in realtà, siamo in grado di offrire con il cuore.

Questo principio ci ricorda l’importanza di essere a posto con la nostra coscienza, di essere leali e onesti soprattutto con noi stessi in qualunque cosa facciamo, ci ricorda che il lavoro più importante è costruire giorno per giorno la nostra vita.

Come potremmo avere un corpo sano e forte se la nostra mente è piena di inganni, menzogne e sotterfugi?
Come pensiamo di poter essere felici dando sofferenza agli altri?

Il lavoro è una meravigliosa opportunità per offrire il nostro contributo al mondo, per mostrare la nostra riconoscenza e gratitudine, per essere fieri e orgogliosi di noi stessi quando si arriva a un risultato.

Senza onestà e integrità, che soddisfazione sarebbe?

Sii gentile con le persone

Essere gentili con tutti è molto importante per essere e vivere in pace, con noi e con gli altri. È importante il rispetto verso i nostri genitori, verso i maestri, trasmettitori del sapere e gli anziani, fonte di grande saggezza. È poi importante essere gentili soprattutto con tutti coloro con i quali solitamente non riusciamo a esserlo. E con tutti gli essere umani che incrociano il nostro cammino.

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