Mindfulness fatta in casa: un diario per i nostri figli

Mindfulness fatta in casa: un diario per i nostri figli

Hai mai visto un bambino piccolo giocare? Tutte le sue azioni sono completamente immerse nel gioco senza distrazioni. Questo si verifica perché i bambini hanno una tendenza naturale alla consapevolezza.
Con il passare degli anni i bambini crescendo perdono questa naturale tendenza alla consapevolezza.
Con il passare del tempo le attività che coinvolgono i ragazzi diventano sempre maggiori, la scuola e le attività extra scolastiche esigono un impegno costante ed elevato.

La propensione a fare più cose contemporaneamente, passando in continuazione da un’attività all’altra, crea le condizioni perfette per generare problemi comportamentali, problemi di salute mentale, impulsività e difficoltà di apprendimento.

Oggi si osserva sempre di più l’insorgenza di stress e di ansia nei bambini, che inconsciamente assorbono l’ansia e le abitudini nocive degli adulti che li circondano. Gli studi dimostrano che l’ansia e lo stress influiscono negativamente sia sulla capacità di immagazzinare ed elaborare le informazioni, sia sulle prestazioni.

Uno studio (Ashcraft e Kirk, 2001) ha dimostrato che un livello elevato di ansia riguardo alla propria capacità di risolvere problemi di matematica, riduce la memoria di lavoro, la quale si basa sui processi cerebrali che servono per immagazzinare temporaneamente ed elaborare le informazioni in entrata. L’ansia aumenta inoltre i tempi di reazione e il numero degli errori commessi.

Un mondo di disattenzione

Stiamo costruendo quindi un mondo che coltiva la disattenzione nei ragazzi e nei bambini e questo non risulta positivo in quanto infanzia e adolescenza sono importanti fasi di sviluppo per la salute mentale negli adulti.

Nell’era contemporanea l’uso della tecnologia avviene in età relativamente bassa. La mia nipotina di tre anni, per esempio, è già un’abile smanettatrice con il touchscreen del cellulare.

I miei figli, che hanno 8 e 9 anni, che vivono le conseguenze della pandemia, hanno dovuto adattarsi all’uso del pc e del tablet per svolgere la didattica a distanza alla scuola primaria.

L’interazione con i dispositivi tecnologici sempre più precoce non favorisce lo sviluppo ottimale del cervello, come suggeriscono una serie di ricerche.
Coloro che trascorrono molto tempo (mediamente superiore a due ore al giorno) davanti a televisione e videogames hanno il doppio del rischio di sviluppare problemi di attenzione come il disturbo da deficit di attenzione con iperattività (Swing et al. 2010).
Secondo uno studio di Zimmerdan e Christakis (2007), il contenuto di programmi televisivi violenti, a cui hanno assistito bambini sotto i 3 anni, è stato significativamente associato alla successiva comparsa di disturbi dell’attenzione.

Quali alternative alla tecnologia?

Per ora sono riuscito a tenerli lontano dai vari videogiochi essendo io il primo a non esserne appassionato.

Anche se sono anche consapevole che in alcuni frangenti metterli davanti ad un cartone può essere un momento indispensabile per avere noi adulti del tempo a disposizione! A questo proposito, forse potrebbe interessanti sapere come la Mindfulness può rappresentare un aiuto per i genitori.

Tu invece? Riesci a tenerli lontani dalla TV e dai videogiochi?

Gli studi scientifici dimostrano la necessità di ridurre l’ansia nei bambini e riuscire a coinvolgerne l’attenzione.

I bambini devono svolgere attività all’aperto, manipolazioni, interazioni con coetanei e animali per stimolare il cervello a creare le connessioni di cui necessiteranno per tutta la vita. Al contrario, l’interazione con uno schermo propone esperienze virtuali che non possono essere equiparate a quelle reali. Non bisogna stupirsi poi se per alcuni bambini le mucche nella stalla dovrebbero essere di colore viola! I sensi non solo non sono stimolati ugualmente, ma vengono privati di connessione sensoriale, rendendo così difficile riuscire a mantenere l’attenzione su qualcosa.

Non hanno il tempo per fermarsi, per conoscersi e per guardarsi dentro. Ne consegue un preoccupante deficit emozionale nel saper riconoscere le proprie emozioni ed elaborarle. E avviene poi che in età adulta occorre sviluppare la consapevolezza emotiva.

La mindfulness: un’arma vincente

La consapevolezza nei bambini e nei ragazzi può essere ostacolata o favorita dall’ambiente e dagli adulti.

Negli ultimi anni sono aumentati i programmi scolastici basati sulla consapevolezza che utilizzano tecniche adeguate all’età. È stato dimostrato questi programmi hanno portato una serie di benefici sociali, cognitivi ed emotivi per gli studenti delle scuole primarie e medie.
Può essere insegnata in maniera semplice, partendo fin dall’inizio del percorso scolastico.

L’educazione alla consapevolezza è esattamente ciò che sembra: l’inclusione mirata dei principi e della meditazione mindfulness nell’educazione.

Coltivare la consapevolezza lungo il percorso educativo:

  • Promuove la creatività
  • Sviluppa la concentrazione
  • Migliora le prestazioni scolastiche
  • Migliora le prestazioni sportive
  • Sviluppa l’intelligenza emotiva
  • Sviluppa la salute e il benessere mentale nei bambini

L’educazione alla mindfulness può iniziare anche a casa.

Il mio consiglio è quello di far utilizzare ai tuoi figli un quaderno mindfulness.

I miei figli hanno cominciato dal 1 gennaio a compilare un quaderno tutte le sere e da quel momento è diventato un appuntamento serale importante per loro. Io l’ho comprato in rete e a chi fosse interessato lo mostrerò volentieri.

Ma secondo me per iniziare può essere sufficiente un semplice quaderno. Fallo scegliere direttamente a loro in modo che costruiscano già dall’inizio il loro percorso.

Per iniziare va suddiviso in sezioni:

  1. Chi sono io…
  2. Sono felice quando…
  3. Lista dei miei desideri
  4. Le mie emozioni
  5. Diario giornaliero

Le prime quattro sezioni sono dinamiche, perché sono pagine nelle quali è possibile aggiungere parole, frasi o disegni ogni volta che si vuole. Pertanto dovrebbero essere almeno di 5 pagine.

L’ultima sezione sezione è invece il diario giornaliero.

Il quaderno mindfulness

Guardiamo le singole sezioni.

Chi sono io – lascia che si ingegnino in una loro personale autodescrizione usando disegni o aggettivi. Questo permetterà di conoscersi e di valorizzare le loro qualità e capire quali aspetti della loro personalità migliorare.

Sono felice quando… – cosa rende felice i nostri figli? Indipendentemente dall’età, capire che cosa sia la felicità e comprendere che essa possa nascere da un sorriso di un amico, da un abbraccio e dal guardare un arcobaleno li metterà in una condizione di consapevolezza verso la natura, le altre persone e se stessi.

Lista dei miei desideri – in questa sezione vanno trascritti i loro progetti a breve, a medio e a lungo termine. Lascia che sognino, lascia che mettano su carta ciò che vorrebbero fare ed essere. Si renderanno conto che gli unici possibili realizzatori di quei progetti sono loro stessi.

Le mie emozioni – in questa parte bisogna dare libero sfogo a tutte le emozioni che si provano come rabbia, tristezza, felicità, invidia, riconoscenza, ammirazione, stupore. Mi raccomando, che si inseriscano tutte le emozioni perché, come dice lo psicologo Luca Mazzucchelli, “Non esistono emozioni negative”. Si possono usare semplici disegni, emoticon o schizzi, insomma la fantasia non ha limiti per dare un volto alle singole emozioni di modo che possano imparare sempre più a riconoscerle e affrontarle.

Diario giornaliero – per finire, una pagina dedicata a ogni giorno su cui annotare tre cose positive accadute, un particolare per cui si provato gratitudine e se c’è qualcosa che avrebbero potuto fare meglio.

Il quaderno andrebbe compilato ogni sera, ma se a volte non ne avessero voglia non insistere altrimenti sarebbe uno stress in più.

Pensi che i tuoi figli possano avere voglia di cominciare ad usarlo?

Fammelo sapere e se avrai bisogno di una mano sarò felice di aiutarti.

Gianluca Fasano

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