Vorremmo essere amati come amiamo

essere amati come amiamo

Tutti noi abbiamo un nostro modo in cui amiamo che molto spesso coincide con il modo in cui vorremmo essere amati. È il modo che conosciamo, che ci è familiare, che recepiamo istintivamente: lo applichiamo alle altre persone importanti della nostra vita e in qualche modo ci aspetteremmo, il più delle volte inconsciamente, che anche gli altri lo applicassero con noi. Non per scelta o perché lo reputiamo il modo migliore in assoluto, ma perché è l’unico che concepiamo, che abbiamo direttamente o indirettamente vissuto, che funziona per e con noi.

Questo modo è anche il filtro che applichiamo agli altri, alle loro manifestazioni di affetto, ai loro comportamenti.

Pensiamo che gli altri agirebbero come noi, risponderebbero come noi, sentirebbero come noi.

Quante volte ci ritroviamo a dire che noi faremmo in un determinato modo e che se facessimo in quel determinato modo allora significherebbe questa o quella cosa? Che sapremmo dire o dimostrare i nostri stati d’animo e i nostri pensieri in maniera (ci sembra) così chiara e inequivocabile?

Ma la verità, se così vogliamo definirla, è che noi non facciamo altro che giudicare gli altri per i loro comportamenti e filtrarli attraverso il nostro modo di essere. Fatichiamo a estraniarci da noi stessi e concepire che le reazioni altrui possono essere diverse dalle nostre, così come le azioni, le scelte, le motivazioni.

In amore in particolare ci aspettiamo di essere compresi e amati come facciamo noi, spesso noi siamo quelli che amano di più o meglio, che sono in debito, che si meriterebbero di più, che non vengono apprezzati abbastanza. Ma quanto spesso ci impegniamo a metterci nei panni degli altri o, per meglio dire, a toglierci dai nostri?

Non esistono modi unici di vivere o di percepire o di esprimersi

Sembra scontato, eppure molto spesso ce ne dimentichiamo.

Cadiamo nel facile tranello di pensare che un determinato atteggiamento significhi una determinata cosa e sia rappresentativa di un determinato pensiero o stato d’animo. La persona ha fatto così quindi significa cosà, ci ha detto questo allora vuol dire quello… e così via.

Ma l’amore non è un sillogismo, le persone non sono espressioni matematiche di comprovata logicità.

Noi stessi siamo così facilmente e frequentemente compresi dagli altri?

Agli occhi altrui risultano sempre chiare le nostre motivazioni, lineari i nostri comportamenti, scontati i nostri pensieri? Certo che no! E allora perché dovremmo avere questa presunzione nei confronti delle altre persone? Di capire e di non avere dubbi.

Le parole espresse hanno il loro peso, anche quando non sono come noi ci aspettiamo, nel modo, spesso l’unico, in cui riusciremmo davvero a recepirle; in quel caso è come se non contassero, non valessero, non fossero poi questo granché.

Vogliamo le cose e le persone esattamente come diciamo noi e non apprezziamo facilmente se qualcosa o qualcuno si discosta dal nostro ideale, che in fondo ci sembra così ovvio.

Mentre invece le conoscenze, anche le più difficili, quelle che ci mettono alla prova, che ci fanno dubitare che il nostro modo di amare (e di essere amati) sia l’unico o il migliore in assoluto, sono quelle che ci permettono di crescere e di maturare maggiormente.

Non è un caso che determinate persone ci attraggano ed entrino a far parte della nostra vita. Almeno io non credo che lo sia. Così come credo che ci sia un insegnamento per noi dietro a ogni nostra esperienza importante. Ma al di là delle convinzioni personali, che cosa abbiamo da perdere nel provare a migliorarci e a vivere le situazioni nel modo più positivo possibile per noi? Nella peggiore delle ipotesi nulla, nella migliore avremo imparato qualcosa che non sapevamo, avremo visto qualcosa che prima ci era oscuro.

L’importanza di essere indipendenti

È fondamentale darci noi per primi, da soli, autonomamente, ciò che ricerchiamo negli altri.

Amiamoci come sappiamo fare, perché nessun altro lo farà meglio di noi, in quel modo che conosciamo così bene e che per noi è immediato, naturale, viscerale.
Probabilmente il modo in cui siamo stati amati da bambini o avremmo voluto che accadesse.

Nel momento in cui riusciamo a fare questo passaggio, a rafforzarci proprio nelle nostre aree più fragili, allora non avremo bisogno di rassicurazioni o conferme da parte degli altri, non ricercheremo l’amore o l’affetto degli altri come qualcosa che ci manca.
Nel momento in cui ricerchiamo qualcosa perché ci manca siamo in una condizione di bisogno, di assenza, mentre l’amore degli altri dovrebbe essere qualcosa che ci arricchisce, che aggiunge una parte meravigliosa alla nostra esistenza, non che va a colmare un vuoto o prendere il posto di qualcosa di cui sentiamo la necessità.

Anche perché il bisogno talvolta ci porta a fare qualcosa per ottenere qualcos’altro in cambio, quasi mai ad agire in maniera disinteressata. Mentre se facciamo qualcosa per un’altra persona dovremmo farlo perché ci fa piacere, non perché ci aspettiamo anche inconsciamente qualcosa da parte dell’altro, anche solo a livello di riconoscenza o affetto. Se facciamo qualcosa per ottenere un vantaggio o per conquistare qualcuno, allora saremo perdenti già in partenza.

La capacità di saper stare da soli

Per queste e altre ragioni è così importante anche trascorrere del tempo da soli, darci conforto da soli, trovare dentro di noi delle risposte, essere sereni, accettare con fiducia ciò che sarà, che probabilmente non corrisponderà a pieno a quello che desideriamo, ma non per questo non sarà bello.

Per molti settori della nostra vita, come il lavoro, accettiamo che occorra del tempo per avere un avanzamento di carriera o costruire la nostra attività, per imparare e farci conoscere. Perché non dovrebbe essere così anche nelle relazioni?

Nel lavoro ci impegniamo, seminiamo, e ci sono dei tempi fisici e tecnici di attesa, di sedimentazione, per lasciare che ciò che abbiamo seminato attecchisca e cresca. Allora forse allo stesso modo può accadere nei rapporti sentimentali (e umani, in generale): lasciare che le cose abbiano una loro naturale evoluzione.

Non sappiamo come finirà, nessuno lo sa. Ma sicuramente sappiamo che il nostro percorso di vita non prevede di tornare indietro; tanto vale ricercare un migliore benessere mentale, un equilibrio, per proseguire in avanti.

Ognuno ha un proprio modo di amare e in quel modo vorrebbe essere riamato

Noi filtriamo e interpretiamo gli altri in base alle nostre credenze e alle nostre convinzioni, mentre ogni gesto e ogni parola hanno un significato differente da persona a persona, da momento a momento.

Ognuno ha le proprie caratteristiche, qualcuna forse non ci piace particolarmente, ma se alla base c’è un legame importante e un sentimento sincero, tutto questo non toglie valore a ciò che l’altra persona fa e dice, anzi probabilmente l’accentua. Perché l’altro ha le sue difficoltà, che non sono le nostre, motivo per cui non dovremmo mai minimizzare o sottovalutare quello che gli altri nel corso del tempo hanno detto e hanno fatto. Semplicemente perché non sappiamo quanto sia “costato”, quanto abbia rappresentato per loro, non per noi.
Quando le cose costano un po’ più di fatica, quando si cerca di superare i propri limiti e di andare incontro all’altro, forse assumono un’importanza particolare. Ci è facile percepirlo quando viviamo quella fatica sulla nostra pelle.

Talvolta è difficile relazionarci al modo di essere e di fare dell’altro, capire quello che rappresentiamo per l’altra persona. Perché la verità è che spesso si parlano due linguaggi diversi, fatti di parole, gesti, comportamenti, e occorre grande attenzione nonché sensibilità per entrare in una relazione autentica e vera.

Non dimentichiamo che le persone non cambiano: in età adulta certi tratti rimangono. Pretendere che qualcuno cambi per noi è una follia, perché lo andremmo a snaturare, a privare della propria identità, che non è solo un capriccio o testardaggine, ma è frutto del vissuto personale.

Proviamo piuttosto a pensare che l’altro avrà sempre determinati suoi lati e che va bene così. Anzi, che certe sue caratteristiche potranno insegnarci a essere in un modo nuovo, inedito. Così come noi potremo arricchire l’altro delle nostre manifestazioni, dei nostri tratti caratteristici. Sarà un percorso, sarà qualcosa che scopriremo insieme e che (ci auguriamo) a un certo punto entrerà a far parte della nostra modalità comunicativa.

Occorre immergerci in questo passaggio, questa nuova visione d’insieme, questo cambio di prospettiva per goderne a pieno e vederne le immense potenzialità e anche il sollievo, la leggerezza, la libertà che implica.

Quando un benessere profondo inizia crescere dentro di noi è evitabile che coinvolga tutte le sfere dell’esistenza.

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