OLTRE: dal Confine del Mondo all’Assenza di Giudizio

OLTRE: dal Confine del Mondo all'Assenza di Giudizio

L’articolo di oggi nasce dalla ricerca sul significato della parola OLTRE.

Per un periodo questa parola la potrei definire “la mia parola preferita”, ma con il tempo ho iniziato ad interrogarmi se fosse realmente così.

Se è già tutto qui, perché dobbiamo andare oltre e soprattutto dov’è questo oltre, cosa c’è oltre?

Etimologia

L’etimologia della parola “oltre” è molto chiara:

  • Deriva dal latino ŭltra, che significa “al di là”, “di là da”, “più in là”.

In italiano, “oltre” è usato sia come avverbio (“più avanti, in posizione più avanzata”) sia come preposizione (“di là da un luogo determinato”, “in aggiunta a”). È anche un elemento formativo comune in molte parole composte (come oltralpe, oltremare, oltretomba).

Mentre il significato letterale di “al di là” o “più in là” è rimasto costante, l’interpretazione culturale si è concentrata su cosa si trovi “oltre” e su come le persone si relazionano con quel limite.

Ecco le interpretazioni culturali più significative legate a “oltre”:

La Sfida del Limite e la Conoscenza

In epoca classica e rinascimentale, il concetto di “oltre” era strettamente legato all’esplorazione, alla conoscenza e alla paura dell’ignoto.

  • Il Non Plus Ultra (Non Più Oltre):
    • Questa era l’iscrizione, secondo la leggenda, posta sulle Colonne d’Ercole (lo Stretto di Gibilterra), a segnare il limite estremo del mondo conosciuto e navigabile.
    • Culturalmente, rappresentava il divieto, il limite invalicabile imposto dagli dei o dalla natura all’ingegno umano. Andare “oltre” significava hýbris, l’eccesso che porta alla rovina (come nel mito di Ulisse in Dante).
  • Il Plus Ultra (Più Oltre):
    • Questo motto, in contrasto con il Non Plus Ultra, divenne il motto personale di Carlo V d’Asburgo e poi il motto nazionale della Spagna.
    • Rappresenta una rottura culturale: con le nuove scoperte geografiche, il limite è stato superato (le Americhe). Il Plus Ultra simboleggia quindi il coraggio, la volontà di superamento, l’espansione e l’ambizione a spingersi sempre più avanti, fisicamente e intellettualmente (come per il filosofo Francesco Bacone).

La Dimensione Metafisica e Spirituale

In quasi tutte le culture, la parola usata per “oltre” (o il prefisso “oltre-“) viene impiegata per definire ciò che sta al di là della vita terrena e della realtà sensibile.

  • Oltretomba/Oltrevita:
    • Definisce il mondo dei morti, l’aldilà. In questo contesto, l’interpretazione culturale è vasta e dipende dalla religione: può essere il Regno dei Cieli, l’Inferno, il Paradiso, o un ciclo di reincarnazione, ma il concetto è sempre quello di uno spazio e tempo che si trovano “oltre” la soglia della morte.
    • Questo “oltre” è spesso associato al mistero, alla fede e alla speranza (o alla paura) di un’esistenza successiva.
  • Trascendenza:
    • Nelle filosofie e religioni, la parola (e concetti simili in altre lingue) indica tutto ciò che va “oltre” l’esperienza umana e la realtà materiale. È il mondo del Divino, dell’Assoluto.

L’interpretazione del concetto di “oltre” (cioè, il superamento di un limite o il passaggio a una dimensione superiore) assume una risonanza molto diversa nelle filosofie orientali, specialmente in quelle basate sull’illuminazione e sul superamento del sé. Mentre in Occidente l’“oltre” è spesso inteso come un luogo (l’Oltretomba) o un’azione (la Conquista), in Oriente è primariamente uno stato dell’essere o un livello di coscienza.

Il Concetto di “Oltre” nella Filosofia Orientale

Il Buddhismo: Nirvana e Shunyata

Nel Buddhismo, il concetto di “oltre” non è geografico, ma esistenziale e mentale.

  • Nirvana (निर्वाण):
    • Letteralmente significa “estinzione” o “soffio spento” (come una candela).
    • Il Nirvana non è un “paradiso” dopo la morte, ma lo stato che va oltre il ciclo della sofferenza (il saṃsāra) e della rinascita.
    • L’Oltre come Liberazione: Raggiungere il Nirvana significa andare oltre l’attaccamento, l’illusione del sé (ātman) e i limiti della realtà fenomenica. È il superamento definitivo delle leggi del mondo materiale e della dualità.
  • Shunyata (शून्यता – Vacuità):
    • È l’idea che tutti i fenomeni siano “vuoti” di un’esistenza intrinseca o permanente.
    • Andare “oltre” in questo contesto significa comprendere la Shunyata, cioè superare l’illusione che le cose abbiano una realtà solida e separata. Questo permette di trascendere le categorie mentali di bene/male, essere/non essere, che imprigionano la mente.

L’Induismo: Moksha e Brahman

Nell’Induismo, l’Oltre è legato al ritorno all’Unità cosmica.

  • Moksha (मोक्ष – Liberazione):
    • È l’obiettivo finale dell’esistenza: la liberazione dal saṃsāra (il ciclo delle rinascite).
    • L’Oltre come Riunione: Il Moksha si raggiunge quando l’Ātman (il sé individuale) comprende di essere in realtà il Brahman (la Realtà Assoluta, l’Essenza cosmica). Andare “oltre” significa superare la falsa percezione di essere un’entità separata e riunirsi all’Assoluto che è già dentro di sé.
    • Questo è un “oltre” che si trova non in un luogo lontano, ma nel profondo dell’esperienza interiore.

Il Taoismo: Il Tao (Dào)

Nel Taoismo, l’Oltre è rappresentato dal Tao, un principio cosmico che non può essere nominato o pienamente compreso.

  • Tao (道):
    • Il Tao è la Via, il flusso universale, la fonte e l’ordine spontaneo di tutte le cose.
    • L’Oltre come Indefinibile: Il Tao Te Ching afferma: “Il Tao che può essere nominato non è l’eterno Tao.”
    • Andare “oltre” qui significa superare la logica razionale, il linguaggio e la rigidità della classificazione umana per sintonizzarsi con l’armonia ineffabile e spontanea della natura (Wu Wei). Non si tratta di “andare” da qualche parte, ma di lasciar andare il bisogno di definire e controllare.

Nelle culture orientali, l’obiettivo non è superare il mare o lo spazio per trovare l’Oltre, ma superare la mente e l’ego per realizzare che l’Oltre (la Verità, l’Assoluto) è in realtà l’unica cosa che c’è, nascosta dall’illusione.

L’Oltre come Superamento dei Limiti della Mente

La Mindfulness, che è la pratica di prestare attenzione al momento presente, intenzionalmente e senza giudizio, ha come obiettivo pratico quello di portarci “oltre” tre limiti fondamentali che generano stress e sofferenza.

Esiste una relazione profonda tra il concetto di “oltre” – inteso come superamento dei limiti – e la Mindfulness (Consapevolezza).

Questa relazione si manifesta nel modo in cui la Mindfulness aiuta a trascendere i limiti della nostra esperienza mentale quotidiana.

1. Andare Oltre il “Pilota Automatico”

La vita quotidiana è spesso vissuta in uno stato di “pilota automatico”, dove le nostre azioni e reazioni sono guidate da abitudini inconsce e schemi mentali fissi.

  • Il Limite: La nostra mente è costantemente nel passato (rimuginando) o nel futuro (pianificando o preoccupandosi).
  • L’Oltre della Mindfulness: La pratica costante ci aiuta a uscire da questo schema reattivo. Sposta l’attenzione dall’inconsapevole al consapevole, permettendo di scegliere come rispondere agli stimoli, anziché reagire automaticamente. Si va oltre la schiavitù delle vecchie abitudini.

2. Andare Oltre la Reattività Emozionale

Quando proviamo emozioni intense (rabbia, ansia, paura), tendiamo a fondere la nostra identità con quell’emozione, lasciando che essa controlli il nostro stato d’animo e le nostre azioni.

  • Il Limite: L’identificazione completa con l’emozione, che impedisce la lucidità.
  • L’Oltre della Mindfulness: La pratica insegna a osservare le emozioni e i pensieri come eventi che accadono, non come fatti che definiscono chi siamo. Questo crea uno spazio tra te e l’emozione. Questo spazio è l’“oltre”: si è in grado di vedere l’emozione, ma non si è più dentro di essa. Si supera la reattività per approdare all’osservazione.

3. Andare Oltre la Dualità del Giudizio

La nostra mente etichetta continuamente l’esperienza in termini di “mi piace” / “non mi piace”, “buono” / “cattivo”. Questo giudizio crea attaccamento a ciò che è “buono” e resistenza a ciò che è “cattivo”, generando sofferenza.

  • Il Limite: Il bisogno incessante di classificare e giudicare ogni esperienza.
  • L’Oltre della Mindfulness: L’elemento “senza giudizio” della Mindfulness è cruciale. Aiuta a sviluppare l’equanimità, permettendo di accettare l’esperienza così com’è. Si va oltre la dualità del giudizio per sperimentare la realtà in modo più aperto e non conflittuale.

In sintesi, la Mindfulness è un percorso pratico per andare oltre la mente concettuale e reattiva, avvicinandosi a uno stato di presenza e libertà interiore che risuona con il concetto filosofico orientale di liberazione (Moksha o Nirvana), non come luogo, ma come stato mentale.

“Oltre” in un significato contemporaneo: la poetica di Gio Evan

È possibile stabilire una relazione molto chiara tra la parola “oltre” e la poetica di Gio Evan, in quanto il concetto di superamento del limite e di trascendenza è centrale nella sua opera.

Nei suoi testi e nelle sue dichiarazioni, “oltre” non è semplicemente un avverbio di luogo, ma una filosofia di vita.

Ecco come il concetto di “oltre” viene interpretato nell’universo di Gio Evan, basandosi sulle informazioni disponibili:

“L’Oltre” come Urgenza di Emanare e Espandersi

Gio Evan utilizza il concetto di “oltre” per descrivere l’esigenza di superare il proprio io limitato e connettersi con gli altri e con il mondo.

  • Superamento del Sé: In un’intervista, descrive la necessità di “non accontentarsi più di essere se stessi, bisogna saper essere anche l’altro, il resto.” Questa è l’idea di andare oltre il confine del proprio ego per abbracciare l’esperienza altrui.
  • Il Turno dell’Oltre: Nello spettacolo Sull’emani, afferma che emanare (stillare fuori, mettersi nei panni dell’intorno) significa “aspettare che le persone chiuse aprano per iniziare insieme il turno dell’oltre.” Questo “oltre” è inteso come un’elevazione, un darsi appuntamento nello “spalancato”, cioè un’apertura mentale e spirituale condivisa.

“L’Oltre” come Viaggio e Non-Accontentamento

Il tema del viaggio e dell’esplorazione (fisica e interiore) è spesso associato all’andare “oltre” i confini stabiliti.

  • Oltre i Confini: Nella poesia “Viaggiate”, incita ad andare “Oltre frontiere, oltre confini. Oltre tradizioni e cultura. Viaggiare insegna a essere oltre.” Il viaggio è la metafora dell’apertura mentale e della resistenza.
  • Superamento del Limite Mentale: Cita il verso di un’altra sua poesia: “Se ti dicono di accontentarti. è perché loro. si sono accontentati.” Il suo messaggio è un invito a non accontentarsi, ma a spingersi oltre, come espressione della fame di conoscenza e del bisogno di non bastarsi, ovvero di superare la propria zona di comfort.

“L’Oltre” nella Meditazione e Ricerca Interiore

La relazione con la meditazione, pratica che rimanda ai concetti filosofici orientali già discussi, rafforza l’idea che l’Oltre sia uno stato non-fisico.

  • Fuori dalla Mappa: Riferendosi alla meditazione, scrive: “appena passato il cancello dell’illusione inizia un luogo fatto di oltre. Abbiamo tutti appuntamento lì. Siamo costretti a rivedervi per sempre.” Sottolinea come la meditazione sia “fuori da ogni mappa,” e che il suo “oltre” sia un luogo di ritrovata autenticità.

Quindi, nella sua opera, “oltre” è il punto in cui finiscono l’abitudine, la chiusura mentale e il giudizio, per iniziare l’espansione, l’apertura e la vera consapevolezza.

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