Presenza

Mindfulness è... PRESENZA

Essere presenti nel presente. 

Sembra un gioco di parole ma in realtà non lo è perché comprende due aspetti simili ma differenti.

La mindfulness insegna a essere presenti a se stessi, a essere sempre connessi con se stessi, attenti, ricettivi, partecipi, in un atteggiamento vigile e aperto. Pronti a recepire i segnali che riceviamo, siano essi dall’interno o dall’esterno. 

La presenza che riusciamo ad avere ci permette di mantenere la consapevolezza e di conseguenza la connessione sia con il nostro corpo che con la nostra mente.

Non ci lasciamo trascinare in balia di altro, che siano i nostri pensieri o altre persone. Siamo centrati, radicati, come alberi che rimangono ancorati con le loro radici e il nutrimento che esse portano, pur essendo in grado di mutare con il mutare delle stagioni e di essere flessibili nei rami più sottili. 

Ci rinnoviamo senza mai perdere la nostra essenza.

Partecipiamo alla nostra stessa esistenza.

Siamo presenti nel presente.

Il presente… questo istante che non fai in tempo a inquadrare ed è già fuggito.
Questo presente che ci sembra fatto di nulla, che voli via con estrema rapidità e invece è la nostra risorsa più preziosa.

Ecco che quindi passato e futuro assumono un ruolo marginale; non marginale nel senso di non importante, poiché determinano rispettivamente chi siamo diventati e chi saremo, ma non li possediamo, non abbiamo su di essi né controllo né potere, il passato perché non possiamo mutarlo e il futuro perché non possiamo prevederlo o anticiparlo, per quanto alle volte ci piacerebbe. 

Invece il nostro potere più grande sta tutto nell’attimo presente, nella possibilità di determinare qui e ora chi scegliamo di essere e di conseguenza come scegliamo di comportarci. È una grossa responsabilità, se ci pensi, e un immenso dono.
Perché in ogni istante noi scriviamo la nostra storia e la nostra vita.